I posti per la settima

Si completa questa sera il settimo turno di campionato di serie A a Bologna, dove ho passato un paio di giorni tra amici, partite e concerti. Daniele Labanti mi ha portato alla Bottega di Via Montegrappa, di cui ho scritto un paio di giorni fa, e mi ha mandato a mangiare il gelato da Funivia in piazza Cavour. Soste golosissime, come il tortellino al volo alla bottega dei Portici. 

A Torino si va a mangiare il gelato da Alberto Marchetti. Con Giorgio Bianchi, una volta saputo dell’annullamento del concerto dei Foo Fighters, ci siamo fiondati nel negozio di corso Vittorio, vicino alla stazione, per in triplete di coni. Farina Bona, Gianduia, Pistacchio, croccante alla nocciola. 

Allo Scrigno del Duomo a Trento si può scegliere tra il Wine Bar e il ristorante. Andate al Wine Bar: 3 portate che spesso non superano i 30/35 euro accompagnate dai calici in degustazione. Una vera soluzione slow food.

Andiamo a Como dopo la partita al Pianella di Cucciago per splashare come direbbe Buffa: Tigli in Theoria e vissero tutti felici e contenti. Suggerimento di BK: il menù degustazione di pesce.

Tartara di Tonno marinato, solido di avocado, tempura di soia, aria di wasabi, tuorlo cotto a bassa temperatura

Capesante in crudo, mousse di stracchino, caviale italiano Baerii, spugna biscottata al nero di seppia
Cappuccino di Baccalà, brioche salata
Scampo nazionale, tagliatelle di grano arso e vellutata di fagioli Risina
Black Cod marinato con salsa di soia e aceto di riso, zeste di limone candito, patate vitelotte e cremoso di spinacino.

Poi il tiramisù. 

Nello splendido borgo medievale di Serravalle Pistoiese c’è un ristorante da prima in classifica: si chiama Sciatò ed ha un menù degustazione da primato. 

Pane Burro Acciughe

Battuta di Fassona e pane alla senape
Seppia bianca, spuma nera
Ravioli di aringa, stracciatella di burrata e cavolo nero
Tagliatella al ragù d’anatra muta
Maialino croccante, bietole al limone

Alla Lanterna a Fano per una strepitosa mangiata di pesce prima di andare a vedere la partita a Pesaro. Quasi un rito che si consuma dal 1976. Tutto cucinato benissimo da una famiglia che si presenta cosi: “Le Marche sono il nostro piccolo grande mondo di colline e montagne che guardano ilmare e che dal mare e dalla terra traggono la loro forza: un pesce sano e fresco, valorizzato da una cucina di ineccepibili tradizioni”. Tutto vero. Piccola degustazione di antipasti e un piatto di passatelli. Il dolce lo mangiate da Makì, un gelato meraviglioso.

Prima o dopo la partita dell’Orlandina questa volta andiamo a mangiare il pesce freschissimo del Grande Pino a Sant’Agata Militello. Che è un posto gettonatissimo anche per i ricevimenti oceanici. 

Finiamo con un pranzo al Passo a Venezia: posto piccolo e materia prima freschissima. Risotto di pesce e prosecco prima della partita. 

Alla prossima
Foto: Sciatò 

   
   

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