Fuori Menu’ – Lucio

Ho appreso della morte di Lucio Dalla durante un pranzo a Firenze. Un pranzo che ricordero’ per le cose buone che mi ha trasmesso.
Il cibo ci tiene compagnia anche nei momenti tristi.
Lucio Dalla lo avevo visto l’ultima volta dal vivo a teatro, in Ancona, nel belissimo tour messo in piedi con Francesco De Gregori.
Una sera sola, pero’, non mi era bastata.
Decisi di tornare anche quella successiva, in pratica per assistere allo stesso show, ma solo chi e’ concertista come me puo’ capire quali e quante siano differenze tra uno spettacolo e l’altro, pur con la stessa scaletta.
A Lucio Dalla non si applica il concetto di perdita, spesso banale, solo per il mondo della cultura, della musica, dell’arte.
E’ una perdita anche per il mondo dei canestri. Nessun artista, perdipiu’ di quel calibro, ha legato cosi’ tanto la sua immagine al basket come Dalla. E non fermatevi alla passione viscerale per la sua Virtus: mai banale nei commenti, nelle analisi, nelle interviste, Lucio non era un tifoso qualunque.
Andrebbe ricordato, anche dalla pallacanestro, in maniera adeguata.

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