Caja-Gresta, divorzio in salsa verde

Per il critico gastronomico Edoardo Raspelli, che l’ha ‘battezzato’ in un freddo giovedì di febbraio dell’ormai lontano 2010, “è un posto struggente (ed autentico) già dall’insegna di quel Bar Sport che sembra uscito da una canzone di Jannacci o Gaber”. Per tanti cremonesi il Bar Sport di Costa Sant’Ambramo (pochi chilometri fuori dalla città in direzione Crema) è semplicemente l’osteria che serve i migliori marubini in brodo della provincia. Due le particolarità di questo meraviglioso tempio del gusto cremonese. I giorni di chiusura: tutto sabato e domenica sera. Credo sia l’unico in Italia. Strano? Semplice, invece. Perché storicamente questo locale nacque come meta principe per il pasto aziendale degli operai, che il weekend non lavoravano. Secondo dettaglio, che è poi poco dettaglio e molta sostanza. Il rapporto qualità/prezzo: unico. A pranzo con una decina di euro si mangia dall’antipasto al dolce, tutto rigorosamente fatto in casa. La sera, la scelta si amplia, il conto raddoppia, ma raramente si va sopra i 30 euro a cranio.

Veniamo alla cronaca. Nella settimana dell’esonero di Attilio Caja, dopo il botta e risposta tra allenatore e società e l’aggettivo “ineffabile” con cui Attilio chiude il proprio attacco a Gresta in diretta sugli schermi di SkySport24, Gresta stesso dichiara sulle colonne de La Provincia di Cremona (24 novembre) al collega Fabrizio Barbieri, responsabile basket dello stesso quotidiano e mio compagno di tante trasferte: “Sono rattristato da certe parole di Caja nei miei confronti. Non più di una settimana fa eravamo al Bar Sport a mangiare insieme bolliti e mostarda, parlando di basket e ora sento certi attacchi personali”. Il day after (12 novembre) la bastosta del Pianella (11 novembre, 87-60) e sette giorni prima della rivoluzione copernicana dello staff tecnico (20 novembre), Caja e Gresta erano seduti allo stesso tavolo. Il collega del blog ‘3B Media’ Michele Gerevini prova a raffigurare il momento sull’onda emotiva della clamorosa rottura tra i due: “La scena di Gigio e Caja che sgagnano il lesso, spalmano la lingua con la salsa verde, si litigano il mandarino dalla sedella di mostarda, è da leggenda, mentre il Beppe (il titolare del locale, ndr) gli sfila da sotto il naso il piattone di portata”. Non sappiamo cosa sia cambiato radicalmente da quel giorno, che passerà alla storia come quello dell’ultima cena, e forse non lo sapremo mai. Due le evidenze. Attilio Caja nei tre anni vanoliani (nei quali ha colto eccellenti risultati, anche in situazioni di grande emergenza), da uomo di cultura, anche gastronomica, ha esplorato alcuni dei luoghi del mangiar bene cremonese e li ha apprezzati. In quel preciso momento della stagione, tra Caja e Gresta c’era la voglia bipartisan di condividere qualcosa, foss’anche una cena in un locale storico della bassa cremonese.

E’ suggestivo solo immaginare come i destini di una squadra di pallacanestro o quello di alcuni dei suoi interpreti, passino in qualche modo (anche se in minima parte, ma comunque per una parte, seppur piccola) attraverso momenti nei quali ci si siede attorno ad un tavolo davanti ad un piatto di pasta, un cotechino o una fondina di marubini fumanti. Molte volte è aggregante (le famose pizzate di squadra hanno fatto storia, soprattutto nelle minors), a volte coincide con l’inizio di un momento di rottura. A Cremona tutte le squadre vincenti stavano bene insieme. Anche a tavola. Per informazioni citofonare l’amico Andrea Fontana del ristorante Il Gabbiano di Corte de’ Cortesi, che ha ribattezzato un semplice (seppur eccellente) zabaione con i biscotti di pasta frolla fatta in casa ‘la colazione dei campioni’.

Fu il segreto nascosto della Vanoli del Trinka, della triade Portaluppi-Farioli-Cazzaniga, del Condor Conti, dell’uomo volante Valenti, dei re della notte Passera e Perego, del professor Giadini, che frantumò tutti i record del campionato di B d’Eccellenza 2005/2006 (17 vittorie consecutive in stagione regolare). E fu anche uno dei motivi, insieme (e ovviamente a ruota, in ordine di importanza) ad una società vicina, attenta e sensibile, che convinsero un giovanissimo Keith Langford, nella stagione 2006/2007, a tornare in Italia nella pausa natalizia, anziché fermarsi negli Stati Uniti come all’epoca preferirono alcuni dei suoi colleghi americani (Tim Pickett fece scuola…). Stiamo estremizzando, vero, ma la realtà non è nemmeno distante anni luce.

Consiglio di chi scrive, tornando sui binari del Bar Sport: oltre al mitico marubino, pretendere la testina di maiale, che è una specialità della casa, ma non sempre è disponibile nel menù. E chiudere con il budino della nonna (ringrazio del remind l’amico e collega Michele Talamazzi). Che addolcisce il sapore deciso della carne.

http://www.youtube.com/watch?v=LsgZc0XjD7M

Tipologia: Trattoria/Osteria

Citta: Costa Sant’Abramo

Provincia: Cremona

Indirizzo: Via Vittorio Veneto 37

Apertura: chiuso tutto sabato e domenica sera

Telefono: 0372.471030

Prezzi: 25-30 Euro

ALESSANDRO ROSSI

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