Serie A: i posti imperdibili (prima parte)

Le macchinine del giornalista di Corriere Bologna Daniele Labanti aprono come da tradizione la nuova stagione della pallacanestro di serie A. Una griglia sempre molto discussa, che scaramanticamente piace soprattutto a chi sta in fondo, meno a chi si guadagna le primissime file senza passare dalle qualifiche. Saliamo dunque sulle macchinine, segnalando, per ciascuna squadra, un posto imperdibile o una “abbinata” per condividere grandi bottiglie e alti cibi. Non è detto che siano tutti posti “segnalati”, anzi: ci teniamo a dire che su Basketkitchen non esistono marchette, solo sincerità.

1- MILANO: trovare un posto a Milano è proprio complicato. Complicato trovarlo, starci dietro, districarsi nella miriadi di nuove proposte, nuove mode, locali che ballano solo qualche mese, locali uniformati, locali copiati. No, non è una cosa semplice. E non è semplice neppure prenderne uno e mandare all’aria tutto il resto. Allora, cercando di non allontanarci troppo dal Forum, quindi mantenendoci sulla traiettoria della metropolitana linea verde, la giornata potrebbe essere: colazione da Cucchi in Corso Genova, ovviamente con un trancio al tonno. Pranzo all’Osteria del Binari in via Tortona con un vitello tonnato o una milanese. La cena da Soho che è li di fronte. L’aperitivo con un paio di tapas da The Ordinary Market, nuovissimo, in via Molino delle Armi dove prima c’ero lo Shu. Oppure al Vinoir in Ripa di Porta Ticinese. Spero almeno uno di averlo beccato.

2- SASSARI: la gita nella catalana Alghero è obbligatoria. Per tornare a casa con i lucciconi agli occhi basta andare al Bar Milese a mangiare la famosa focaccia di Milese. Si tratta di’ un pane di grandi dimensioni e di poco spessore, a forma rettangolare, sezionato in due parti: in una delle due metà si pone uno strato di fette di pomodoro fresco, uno strato di tonno, delle uova sode a pezzi, dei pezzetti di acciughe sparse, uno strato di rucola, uno strato di cipolle tagliate sottili e uno strato di pancetta.
Tutta questa parte viene insaporita con una salsa particolare creata dalla Signora Maria che ancor oggi la confeziona e ne conserva il segreto. Il marchio è rigorosamente registrato.

3- CANTU’: al Giardinet Roberto ti tratta come un figlio. Apertitivo con castagne e vin brulè da ottobre, antipasto della casa, imperdibile il prosciutto al coltello. Andate sul sicuro con un piatto di tagliolini, una tagliata al pepe verde e chiudete con un gelato alla crema.

4- CASERTA: impossibile non andare a trovare la più brava donna in cucina del Sud Italia, Rosanna Marziale, una che è cresciuta prima da Vissani, poi da Martin Berasategui. Alle Colonne si spende, sia chiaro, ma è un’esperienza unica. Cozze e latte di mozzarella nera, finta carbonara e sei in pole position.

5- REGGIO EMILIA: la Pallacanestro Reggiana, qualche giorno fa, ha festeggiato i primi 40 anni di storia. Il momento più toccante è stato quando Virginio Bernardi, ex allenatore, ha ricordato Mike Mitchell. Loro erano soliti andare a cena al Pozzo. Un locale della tradizione con una grande carta dei vini. Se amate (come me) i tortelli alle erbette, o i tortelli di zucca. Mitchell li mangiava al pomodoro, beveva un bicchiere di rosso, si divideva un calice di cognac con Tony Brown con l’immancabile sigaro.

6- BRINDISI: il posto più amato da brindisini si chiama Pantagruele. Antipasti e pesce indimenticabili. Le porzioni potete immaginare come sono. Anche in questo caso, però, facciamo una piccola eccezione: a Polignano a Mare, a metà strada tra Bari e Brindisi, vale la pena visitare Polignano a Mare (dove è cresciuto Domenico Modugno) e godersi la cucina di Chichibio.

7- AVELLINO: non ho dubbi, rimango fedele ai grandi piatti della tradizione e quando posso torno sempre da Martella. Dal 1921 la semplicità dei paccheri amalgamati nella salsa di pomodoro resta una garanzia.

8- TRENTO: sulle colline che sovrastano la Città c’è la meraviglia della Locanda Margon. Siamo a casa Ferrari, più precisamente a casa Lunelli, la lamiglia titolare delle Cantine Ferrari, ancora più precisamente in un complesso del 500 che fungeva da rappresentanza del Ferrari. Ci sono due opzioni: spendere tanto al Salotto Gourmet, o spendere meno in Veranda. Ma la tappa è obbligatoria per celebrare al meglio la neopromossa in serie A.

1- continua

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