“Se l’Italia perde le botteghe, noi perdiamo l’Italia per come la conosciamo. Se le nostre città perdono i centri storici, non restano che enormi sobborghi residenziali. Se noi perdiamo le nostre relazioni di vicinato, non restiamo che individui consumatori. Per fortuna un ruolo da giocare ci resta, e può essere quello di protagonisti. Non per arrestare un processo che è storico e probabilmente ineluttabile, ma per dirigerlo e ripensarlo affinché sia positivo e promettente per tutti”.
Parole e musica di Carlo Petrini, perfette per celebrare con gioia l’apertura a Montegiorgio di Corso 41, un Bar e Bistrot Gourmet nato con l’intento di contribuire alla rinascita del cuore di un bellissimo paese dell’entroterra Fermano.
Il posto vale la visita. Locale di classe, contemporaneo, arredato con stile.

La cucina è di buon livello: menù che mixa, rinnova cose della tradizione, propone anche soluzioni poi facili come i panini. Io ho mangiato la focaccia di lievito madre (pani, focaccia e grissini sono fatti in casa) con la trota.


Le portate, oltre a convincerci, si sono fatte apprezzare anche per l’impiattamento.


La carta dei vini è solida, le divagazioni fuori Regione sono tutte interessanti, io sono tornato alle pendici dell’Etna per una bottiglia divina.

Il servizio ci è piaciuto molto: attento, premuroso, discreto e puntuale.

