Cinque perle marchigiane

Nelle Marche si vive e si mangia benissimo. Non mancano qualità, servizi, cortesia e persone capaci di farti sentire a tuo agio. Ristoranti, locande, agriturismi e affittacamere sono di alto livello. Il rapporto qualità prezzo è ancora molto buono. Passi dalla cucina di mare a quella di terra senza nemmeno accorgertene: giusto lo spazio di 10 chilometri. Qui cinque posti che mi hanno conquistato.

L’Osteria dell’Arco a Magliano di Tenna, duecento e rotti metri sul livello del mare, dieci chilometri da Montegranaro, qualcuno in più da Fermo. Il camino è acceso tutto l’anno, Tiziano è un padrone di casa fantastico e sua moglie, ucraina, cucina come una Dea. Lasciatevi conquistare subito da una semplice bruschetta sul camino con l’olio nuovo. E chiedetele di farvi la sua salsa tonnata.

Da Marcello a Portonovo. Cortesia in riva al mare in una delle baie più belle d’Italia. Controllate – soprattutto d’inverno – quando è aperto e quando no. A Portonovo si mangia bene in tanti posti (Giacchetti è sempre un classico), però Marcello ha una marcia in più. Chiedetegli l’antipasto e un bis di primi e chiudete con ciambellone al Varnelli. Chapeau.

Il Cuoco di Bordo a Senigallia. Nella città di Uliassi e Cedroni c’è anche questo ristorante che si affaccia sul mare e che vi manderà in estasi con l’antipasto dei crudi. Potreste mangiare anche solo quello, a me spesso è capitato così, soprattutto per lo spuntino (si fa per dire) sulla via del ritorno.

L’Enoteca Bar à Vin di Fermo, in piazza. Un posto che è stato spesso oggetto di grandi discussioni con gli amici ma che mi ha sempre galvanizzato. Non chiedete il menù e nemmeno la carta dei vini, ci pensa sempre l’oste (che ha grande talento). Locale affascinante, ispirato alle vinerie di Parigi, affacciato su una piazza meravigliosa.

Tropical a Grottammare, in piena Riviera delle Palme, perchè anche a San Benedetto si mangia pesce fantastico. Il padrone di casa è un po’ umorale, ma siete in riva al mare e non andreste mai via. La girandola di antipasti – ostriche comprese – ti toglie il fiato ma non l’appetito. Poi ho sempre chiesto il primo, calamarata o mezzemaniche lasciando scegliere il sugo (di pesce) allo chef.

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