Quando Tognazzi cucinò per Marega

Fulvio Marega, ex giocatore, grande appassionato di basket tanto da scriverne per anni. E’ un Farmacista, oggi si è dato al football americano. Ha una figlia splendida, vive a Trieste, è uno vero come pochi. Ci ha scritto questa cosa qui.

Se facessimo una ricerca su google impostando come criterio di ricerca ” pasta alla Tognazzi” uscirebbero un’inifintà di links a suggerire le ricette più disparate. Ma nel lontano 1981, appena sedicenne, trascorrevo le mie estati ospite della Antica Villa Bernt, hotel di Grado molto quotato e con un’atmosfera meravigliosamente retrò già a quei tempi. L’Hotel era molto quotato e potevo frequentarlo esclusivamente perchè esisteva un legame di amicizia fra mio padre ed il proprietario della Villa, cosa che gli garantiva delle condizioni particolarmente vantaggiose. Io poi affrontavo quelle settimana con enorme pressione giacchè dovevo garantire un comportamento ineccepibile e questo a mio padre piaceva molto: obbligare un ragazzino a vestirsi di tutto punto per pranzare o a farsi la doccia prima di cenare, lo considerava..come dire..formativo. E lo era, cazzo se lo era… Beh non ricordo quale fosse la circostanza, ma per qualche giorno Ugo Tognazzi si ritrovò ospite della Villa. Ed una sera il maitre dell’albergo, con il quale avevo un rapporto speciale, mi disse che un ospite importante voleva farmi un regalo e che avrebbe scelto e cucinato lui la mia cena. Io rimasi basito ma fui entusiasta di questa cosa e cercai immediatamente di capire chi mai fosse questo personaggio importante. La sorpresa fu totale quando vidi Ugo Tognazzi avvicinarsi al mio tavolo, presentarsi cordialmente e subito dopo farsi serio e cominciare a dare ordini al maitre come fosse un chirurgo pronto ad operare. Questo fu il primo che ebbi l’onore di assaggiare.
“In una pentola, mise una noce di burro. Aggiunse delle olive taggiasche e lasciò insaporire. Dopo qualche minuto aggiunse un cucchiaio di pomodorini San Marzano tagliati finemente e lascio andare a fuoco lento. A parte cucinò dei maccheroni, li scolò al dente e li aggiunse al sugo assieme a poca acqua. Lasciò andare per qualche minuto. Quando la pasta fu al dente, spense il fuoco, aggiunse poca mozzarella tagliata grossolanamente, un cucchiaino di maionese e chiuse il piatto con una manciata di prezzemolo fresco.”

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4 commenti

  1. fulvio marega

    Avrei scritto “Nonostante i capelli bianchi e l’età avanzata” si è dato al football americano. L’esperienza insegna e suggerisce prudenza…ma non a tutti… Chissà che non ti capiti di vedermi giocare visto che le trasferte parlano di Piemonte, Emilia Romagna e poi chissà… BasketKitchen è già un must…nessuna sorpresa…

  2. ho cercato di ricreare la pasta alla Tognazzi. Senza la presunzione di poter essermi avvicinato alla ricetta proposta dal grande chef, credo di aver raggiunto un risultato dignitoso (almeno a vedere le facce di mia moglie e dei miei figli),un dubbio però mi rimane, le olive taggiasche, vanno messe quelle fresche (difficilmente reperibili fuori dal territorio di produzione) o in salamoia?

  3. fulvio marega

    Ciao Frediano. Penso fossero in salamoia; certo io le ho viste preparate dentro un piattino e non posso giurarlo. Le assaggi, se ti pare che la salamoia sia un pò troppo forte le lasci a bagno qualche minuto in modo che si senta essenzialmente il gusto dell’oliva. Certo la taggiasca che insaporisce la noce di burro dà una sfumatura molto importante. La cosa che mi piace di questa ricetta è che ci sono ingredienti dal sapore deciso, ma scelti con cura e dosati senza esagerare, regalano qualcosa al piatto rendendolo appagante.
    Ma a voi è piaciuta? 🙂

    1. si mi è piaciuta e anche tanto, solo che forse la salamoia ha un pò alterato l’originalità del piatto tognazziano. La prossima volta userò l’accortezza di sciacquarle.Grazie.
      A presto

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