Le Pietre Cavate dell’Armando

Ogni domenica lo Zio Armando ha il suo tavolo prenotato alle Pietre Cavate, un ristorante toscano in via Castelvetro, zona Sempione, Milano. E’ solito ordinare le lasagnette con gamberi, pinoli tostati e pesto (un piatto che Peppe Poeta gradirebbe), una sogliola, qualche volta i gamberi, magari con la crema di ceci. Ha 90 anni, tre filippine a rotazione, una casa con una grande vetrata che si affaccia su un parco, una poltrona verde inglese, un grande tavolo pieno di riviste di viaggi, guide enogastronomiche che puntualmente , ogni Natale, i nipoti gli regalano, centinaia di ritagli del Corriere della Sera legati ai nuovi ristoranti che aprono a Milano. Poi c’è il suo ufficio, perché lo Zio Armando lavora ancora tutti i giorni, segue i suoi affari in borsa, e dicono sia un mago. Da un lustro è senza la sua compagna di una vita, la Zia Elsa, che se n’è andata a 100 anni seduta sulla sua poltrona, con i capelli bianchi che si confondevano con la copertina. Fidanzati per più di 50 , instancabili compagni di viaggio, non si sono sposati. Mai. A pranzo mangiavano al ristorante, sempre, in città o in giro per l’Italia; la sera lei beveva il caffelatte, lui si accontentava di un piatto di prosciutto crudo, o di un pezzo di formaggio. Armando si è fatto da solo. Da ragazzo lavorava all’Olivetti, vendeva macchine da scrivere, ma aveva un debole per i cappotti e gli impermeabili. All’Olivetti gli dissero che era matto, quando si licenziò, ma lui aveva già deciso. Doveva vendere altro. Per trent’anni ha girato l’Italia – e i grandi ristoranti di una volta – con un furgone, la Elsa e gli impermeabili.  E quando voleva concedersi un pasto in un locale migliore – di quelli indimenticabili, per intenderci – si affrettava a piazzare un cappotto in più. Perché era bravo a convincere i suoi clienti, che pagavano subito, mica a 90 giorni. E quando la stagione di vendite funzionava – e gli è sempre funzionata – il premio per due spesso consisteva in una lunga crociera. Armando è uno di quelli che 40 anni fa è andato in America in nave e che ancora oggi può descriverti con lucidità tutti i fiordi norvegesi che ha visto. Può parlarti di tutti i ristoranti in cui ha mangiato, di come erano ieri, e di come sono oggi. Per qualche tempo, dopo la scomparsa della sua amatissima, sembrava aver perso il sacro fuoco per il pranzo della domenica. Dovevi chiamarlo un paio di volte, una al sabato, l’altra in mattinata, per tastarne l’umore: e al sabato la risposta era sempre no, la domenica era sempre si. Non so come, quando e perché sia nata la sua predilezione per le Pietre Cavate: glielo chiederemo presto e vi faremo sapere.

http://www.lepietrecavate.com/

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1 commento

  1. Emanuela

    C’è tutto. Complimenti, molto bello.

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