Elisa Semino ci racconta i Suoi Vini

Questa mattina mentre viaggiavo verso l’aeroporto pensavo a come descrivervi miei vini…il vino è esperienza, è passione… Per magia riesci a mettere tutto questo in un bicchiere. Attraverso un vino scopri un territorio, scopri le persone che vivono della terra che vuoi assaggiare, scopri gusti, odori,sapori.

Se trovi l’anima di un vino trovi il produttore, il suo sorriso, le sue arrabbiature. Il vino parla di chi lo fa, di chi lo coccola, trovi personalità, progetti e soprattutto sogni… Ogni annata è diversa come ogni momento della vita. Il vino deve scaldare il cuore, chi assaggia il nostro vino deve emozionarsi, deve trovare la curiosità, non è facile, bisogna da una parte trasmetterela propria passione e dall’altra essere pronti a recepire, ad ascoltare. Il vino è un viaggio immenso, puoi essere in qualunque parte del mondo ed assaggiare i sapori di chissà dove, sta mattina pensavo proprio a questo…e al gioco che si fa da piccini “e se fosse??”…

E allora ho giocato un po’ 😉 Pensa a Buena vita (bonarda mossa), un vino conviviale, bevibile,godereccio, è un vino da serata con gli amici, è un buon augurio per tutti,se fosse una città sarebbe un posto solare, con un’atmosfera rilassata, sicuramente un paesino o una città emiliana.

Bricco Bartolomeo, il nostro cortese, qui trovi il frutto e la freschezza dei vini giovani, ma anche la struttura e la sapidità dei terreni dei colli tortonesi, c’è piacevolezza ma anche energia. Se fosse un paese sarebbe in un posto di mare, magari un’isola…

Derthona, il timorasso, bianco raro, di struttura, emozionante, un vino verticale, tutto di un pezzo sia al naso che in bocca. In gioventù la parte fruttata è presente, il biancospino, il miele, il leggero vegetale, con il tempo questi sentori si trasformano, il miele diventa sempre più importante e il minerale inizia a farsi notare con maggiore intensità. Il timorasso è espressione della storia di un territorio, è storia della nascita dei colli tortonesi fatta attraverso la rinascita di un’uva ormai persa. Se fosse una città per me sarebbe Tokio.

Il Montino, timorasso, è un vino austero e misterioso, non si fa scoprire subito ma col tempo, il Montino punta dritto dritto alla sostanza, è senza fronzoli, è il timorasso che fonde l’eleganza con la potenza di questo vitigno. Ci son tutte le caratteristiche del vitigno: mineralità e longevità, del terreno: sapidità, della Colombera: finezza ed eleganza. Il Montino è l’essenza del tutto, un impegnativo riassunto. Se fosse una città per me sarebbe uno di quei paesini dove il tempo si è fermato, dove ti siedi e ti metti ad osservare immaginandoti le persone che hanno vissuto quel posto.

Archè, la croatina, un vino dal profumo complesso: le spezie, il pepe, i chiodi di garofano, si fondono insieme ai frutti rossi maturi, in bocca ha carattere, corposità e un tannino vellutato, stupisce per la sua lunghezza e persistenza. Se fosse una città sarebbe New York, tutte le volte che siriparte da questa città si avrebbe bisogno di tempo per fare un’altra cosa ancora,l’assaggio della croatina è così, deglutisci e dici devo riassaggiarla.

Suciaja, il nibiö, altro vitigno raro da trovare. Alla Colombera abbiamo lafortuna di avere un vigneto piantato da mio nonno nel 1960. Al naso siavverte la prugna, il balsamico, l’incenso, in bocca è un vino che punta tuttosull’eleganza e l’equilibrio, un vino di moderna tradizione. Se fosse unacittà per me sarebbe Hong Kong.

Elisa Semino

La Colombera

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