Demis Cavina per Basketkitchen/2

…Ma l’essere nato e vivere tuttora in un comune di confine, penso abbia l’aspetto più positivo nel saper apprezzare le rispettive cucine, e visto che nel caso si parla di quella emiliana e quella romagnola , penso sia un bell’andare. Mentre le varie fazioni s’interrogano infatti se sia meglio il tortellino al cappelletto, il manzo bollito all’arrosto, il lambrusco al sangiovese, la mia fortuna è l’essermi adeguato ad entrambe facendomele piacere (sinceramente senza una grossa fatica). Poi ovviamente i gusti sono gusti e le tradizioni non vanno dimenticate per cui in casa della mamma al pranzo della domenica non potrà mai mancare il tortellino (in brodo oppure pasticciato, al ragu, alla panna…) cotto nel brodo ottenuto dal bollito di carne (manzo compresa la lingua e ossobuco, verdura e un pezzo di grana) che poi si gusterà come secondo. Quando la stessa cosa accadeva dalla nonna romagnola, il tortellino veniva sostituito dal cappelletto (diversa forma e ripieno a base di ricotta) mentre nel bollito compariva il pollo e del manzo la porzione era minima. L’influenza bolognese portava pure a divagazioni tipiche quali le lasagne al forno, le tagliatelle al prosciutto a dadini, la gramigna panna e salsiccia, mentre la controparte rispondeva con i garganelli salsiccia e piselli, strozzapreti al ragù. Tutto questo solo per quanto riguarda le minestre. Minestre direte voi? Già perché nella nostra zona (questa tendenza è tutta romagnola) è poco diffusa la parola pasta e tutti i primi piatti vengono definiti “minestra”, che può essere “asciutta” o in “brodo”. Per i secondi, già detto del bollito, la sponda emiliana tende a proporre la cotoletta bolognese (una variante di quella milanese talvolta con la fettina di pollo), il polpettone, le polpette in umido con patate o piselli o le zucchine ripiene….

Demis Cavina

QUI LA PRIMA PARTE

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1 commento

  1. Maurizio Massari

    Beh, caro Demis, come posso non capirti, visto che condivido (al contrario) questa tua/nostra contaminazione: io di Imola e mia moglie Paola castellana doc. Questo sentimento un pò mesto e un pò taciuto da territorio di confine me lo porto dentro eccome! …con la sua bellezza triste da “nowhere land”, sembra quasi che, anziché la nostra terra, siano connotate e riconoscibili le sue persone: e se ci pensiamo appena un attimo, anche solo nel basket, la pattuglia castellana-imolese è bella nutrita, no??!?

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