Tripla doppia a Sassari: tre bocche, tre birre, tra insegne.

Febbraio, Final 8 di Coppa Italia. L’evento di contorno più importante, forse l’evento più importante dell’anno insieme ad EXPO, è senza dubbio il famigerato Pranzo del Basket, in questo blog ne troverete testimonianze.
Noi con questo mondo non c’entriamo poi molto, siamo gli unici puramente tifosi ma siamo invitati ed è tra l’antipasto ed il primo che nasce l’idea: E se si andasse a far la trasferta a Sassari? Beh si sarebbe bello, detto fatto, prenotato.

La prima sera si gira per downtown, è sabato sera e ci si muove a fatica, trovare parcheggio è un’impresa titanica, la città brulica e incrociamo anche un Lawal a caso, la prima giornata vera di sole (arriviamo da Gallarate noi …) ci ha fiaccato le gambe. Lo Springsteeniano Ciccio nota l’insegna di un locale, la fotografa e la spedisce a Ciccio (no, non sono impazzito Ciccio&Ciccio + Springsteen, ne abbiamo varie testimonianze, googolate pure) a questo punto non possiamo esimerci dal varcarne la soglia, è il Bella Bè di via Usai.

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Un bel localino, volte in muratura, personale in divisa, bella selezione di spirits all’ingresso, composizioni di mensole e bottiglie con filari di vite alle pareti e foto di primi piani che vagamente ricordano quelli di McCurry, se non sapete chi sia vi lascio delle key words per capirlo: Ragazza afgana, Occhi chiarissimi, Drappo rosso, National Geographic.

Scegliamo il menù degustazione e subito veniamo rapiti dal pane giallo ai pomodorini ma soprattutto dai grissini fatti in casa con semi di papavero, ne avremmo riempito un trolley per portarceli a casa. Molti piatti sono presentati su stoviglie di ardesia, così che il nero esalti i colori del cibo. Si parte con insalata di polpo seguita da cozze fritte con crema di zucchine all’interno della valva che mitiga la forza del fritto, ottime. Insalata di calamari su riso venere è il terzo degli antipasti, ha una punta piccantina ma sotto c’è del mais che lascia una nota rinfrescante in bocca e si chiude con un classico cocktail di gamberi. Ci guardiamo in faccia soddisfatti ed arriva il primo, caserecci con crema di patate cozze e pomodorini.
La crema di patate con la sua morbida granulosità si mischia al sugo delle cozze e il pomodorino lascia una punta d’acido. Il secondo è un tortino di orata e spinaci con crema di pomodoro fredda. Anche in questo caso la nota di acidità è evidente già dal profumo, tagliente come uno sguardo di Kristian Kangur, e noi di certo non l’abbiamo nascosta perché la scelta di abbinare a questo menù un Renosu Biodinamico delle Tenute Dettori dal retrogusto acido che esalta la sapidità è stata perfetta. Si chiude con una crespella con crema al mascarapone e cioccolato ed una fragola di accompagnamento.
Messa così sembra che sia un esperto gourmet, ecco, no. Però la mia sensazione, così come quella dei miei compagni di viaggio, è stata di aver scelto un gran locale.
Finisce che prima di uscire ci offrono un mirto che credo in Sardegna sia elemento costituente dello statuto speciale ed addirittura di loro sponte, ci fanno anche uno sconto. Va beh, finisce che mi ci trasferisco eh?!

Domenica. Game day ma noi non giochiamo e ce la prendiamo con comodo. Pranzo alla Pergola di Alghero, locale già nominato da Basketkitchen e zona presidiata da coach Meo, tanto è vero che al momento di pagare notiamo un pallone autografato da tutti i giocatori della Dinamo e il proprietario ci racconta che è un regalo dello stesso Sacchetti. Prendiamo Malloreddus allo zola per ricordarci sempre da dove veniamo, Paccheri con cozze e crema di melanzane e spaghetti vongole e bottarga, altra cosa che se vieni qui non puoi non assaggiare. Il fatto che il locale sia uno dei preferiti di coach Meo annichilisce il mio commento rendendolo vano, posso aggiungere che si attraversa la strada e ci si trova nella pineta, ancora pochi passi e si sbuca in una baia con una spiaggia da cartolina. Mmmmm … La voglia di trasferirsi cresce.

Alla sera dopo vittoria incredibile, vissuta in un’atmosfera di sportività da manuale che sarebbe bello incontrare in tutti i palazzi d’Italia, andiamo a cena al Quirinale. Questo invece è territorio di coach Ducarello, ed infatti lo troviamo in una sorta di terzo tempo con parte della Dinamo stessa. Anche in questo caso veniamo accolti dal cestino del pane nel quale predomina un gustoso pane guttiàu, probabilmente abbrustolito nel forno a legna della pizza che tra l’altro alla fine abbiamo anche assaggiato. Qui ci indirizziamo verso uno spaghetto al cartoccio con frutti di mare e Fregola alle arselle con pomodorini in concassea. Bagnamo con un Vermentino Cala Reale di Sella & Mosca, ottimo come un assist di Eric Maynor.

Scambiamo due battute con il proprietario Tony ed usciamo soddisfatti per chiudere la serata, per altro in maniera molto divertente, con Davide Minazzi e Max Ferraiulo di Pallacanestro Varese a cui va un ringraziamento per averci supportato.
Torniamo a casa con la certezza che se il calendario e gli impegni lavorativi ce lo consentiranno, questa sia un’esperienza da ripetere anche il prossimo anno.
Alè Alè Alè.

Alessia Vicario, Mirko Carchidi e Giorgio Bianchi

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