L’Unione fa Le Marche, e non solo

Siamo andati a trovare la nostra Amica Dorina Palombi all’Antico Caffè Soriano di San Benedetto, un posto che Veruska conosceva bene, e che io avevo voglia di scoprire. Penso alla passione e alla competenza che ci mette Dorina nel fare queste cose, ai suoi treni e ai suoi viaggi: a quanto le possono sembrare rapidi i treni che da Pavia la fanno tornare nelle Marche, e a quanto possono sembrare lunghi i viaggi che dalle Marche la riportano a casa. Lei ha affetti ovunque, mischiati come i miei tra la Lombardia, la Liguria e la sua Terra, e quindi sa bene come gestire il groviglio di emozioni che ogni trasferta racchiude. Diciamo che conosco bene la materia pure io…

Siamo stati benissimo a cena, all’Antico Caffè Soriano. I Proprietari sono belli pimpanti, carichi, entusiasti. Al nostro tavolo si è parlato di tutto, soprattutto di vino, con i coniugi Vagnoni Owners della cantina Le Caniette. E si è degustata una cena sorprendente, equlibrata, propositiva, divertente.

Abbiamo conosciuto persone interessanti e Chef di talento.

Abbiamo fatto nuove amicizie.

Abbiamo trovato passione, voglia di fare e di osare, idee, desiderio di condividere e di unire: non solo i palati più o meno fini, ma anche teste e progetti.

Le cene a quattro mani non sono facili, figuriamoci quelle a sei, ma quella di venerdì è proprio riuscita bene, risultando davvero costante, equilibrata pur con piatti anche complessi e arditi e proposte bizzarre come l’entratina d Chef Ventresca (il “resident” del Soriano) un macaron di seppie e piselli.

Il palombo fritto di Ventresca, con crema di cime di rapa, salsa aioli e cipolle caramellate. Perfetto anche per uno street food. Le cipolle caramellate, a inizio pasto, spesso sono pericolose: sono state cucinate divinamente, risultando digeribilissime.

Il sottobosco di bomboletti di Chef Tommaso Melzi dell’Attico sul Mare di Grottammare. Dai funghi alle raguse, immaginando una camminata nel Piceno che dal bosco ti porta al mare. Bello, buono, equilibrato.

I tortelli ripieni di razza cotta al vapore, il sugo del brodetto alla sambenedettese, duefoglie di aneto e una cialda di pomodoro. Ancora Ventresca per un piatto 5 stelle, sugo di bella acidità, ripieno della razza entusiasmante così come la pasta dei ravioli, ricca, croccante come piace a me.

Ancora Melzi con una anteprima del suo nuovo menù, gli spaghettini di regina dei Sibillini col pomodoro chiarificato (c’è ma non si vede, cit.), i ciccioli del rombo e la senape selvatica. Un divertente mix di sapori per un piatto davvero complesso da servire a una platea così ampia, ma ambiziosissimo.

L’esordio di Marco Vegliò del Galeone di Fano, con filetto di ombrina, il cremoso di patate, funghi in due consistenze e l’ultimo hurrà stagionale del tartufo nero. Ricco e super goloso.

Ancora Vegliò per i saluti finali, quelli che non vorresti finissero mai, perchè appena finito, questo soffice alla Moretta di Fano, ne avrei chiesto subito un altro. Ma in certe occasioni bisogna sapersi contenere, anche se – lo ammetto – mi sono pentito.

Da sx a dx: Vegliò, Ventresca, Melzi.

I tre vini de Le Caniette

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