Mi sono perso, ma che pranzo!

Avventura culturale indimenticabile di un cacciatore di godurie culinarie. Maurizio Pescari e una gita calabrese…

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Se non avete mai lasciato l’autostrada per prendere un caffè lì, in quel bar alla rotonda, dopo il casello, non leggete queste righe, le troverete inutili. Siete di quelli che misurano il tempo con l’orologio, non con le sensazioni. Fate la spesa in fretta, mangiate sempre le stesse cose e quando entrate in autostrada, visto che siamo lì, si sentono il casco di in testa, il semaforo dello start davanti agli occhi, e una serie di stronzi che camminano a 90 sulla corsia di sorpasso.

Avete altri obiettivi, altre mete da raggiungere, altre unità di misura, e fate bene, perché di posti come quello che sto per raccontare ce ne sono pochi. Si salvano proprio perché se non li conosci, devi caderci per sbaglio.

E io l’ho fatto. Verso la Calabria con Mario Cirulli e Gianni Batta (ve li racconto la prossima settimana…). È ora di pranzo, indico l’uscita di Àtena Lucana, Mario la prende e subito mi accorgo di aver sbagliato, era buona la successiva, Sala Consilina. Cominciamo a salire sulla collina; google mi fa vedere che non c’è bisogno di ‘girare’, sarà la strada a riportarci al punto giusto, lì dove abbiamo sbagliato.

In uno slargo una freccia di legno scolorita dal tempo: Locanda San Cipriano. È aperto, pochi tavoli sotto tende e verdura. Ci sediamo. La cucina gira intorno al Baccalà. Non mi pare vero.
All’inizio, baccalà fritto con peperoni cruschi, poi alla griglia con carciofi e olio di canapa, come se non bastasse, in umido con patate e peperoni cruschi.

Dimenticavo nei bicchieri il Rosso del suocero di Sandra, papà di Antonio; fate attenzione, tira da matti anche col baccalà. Con l’agnello poi…

Quanto abbiamo speso? Non ve lo dico altrimenti lo raccontate a quelli dell’Autogrill e abbassano il prezzo del Camogli. Posso dirvi che avremmo pagato il doppio, volentieri e senza batter ciglio, giusto per compensare il valore di questo incontro improvviso.
Perdetevi, trovate il tempo per perdervi, scoprirete dietro una curva avventure culturali – perché di questo si tratta – indimenticabili. Ne varrà sempre la pena e alla resa dei conti, sarà sempre meglio viverle, che leggerle su questo blog…


PS – Dimenticavo, dentro trovate un juke box degli anni Settanta completo di 45 giri dell’epoca e una acetaia, con 7 piccoli legni, memoria della vita trascorsa a Modena da Sandra e Antonio, prima di tornare a casa.

Locanda San Cipriano
Via Serrone
Àtena Lucana
Tel. 0975511447
http://www.locandasancipriano.it
Chiuso il lunedì e il martedì a pranzo (ma provateci, magari trovate aperto…)

MAURIZIO PESCARI

La foto in HP è di Giovanni Batta

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