Le Marche secondo Osterie d’Italia 2023

Per tanto tempo la mitica guida delle osterie è stata la mia preferita. Quante trasferte, in tutta Italia, per provare le chiocciole. Come tutte le guide, anche questa si è evoluta, allargata, rifinita, levigata. Ed è sempre un punto di riferimento costante.

Il focus 2023 sulle Marche non presenta grosse novità, non essendoci anche un grande movimento di ristoranti figlio anche del momento molto complicato che viviamo, ma solidi certezze.

La panoramica espressa da Slow Food è assolutamente pertinente e molto azzeccata soprattutto per l’analisi sull’entroterra.

“Nelle zone interne, specie in quelle colpite qualche anno fa dal sisma, una serie di osterie e locande si pongono tra le migliori attrattive per quei flussi di turismo che sono ossigeno per le economie locali. Stesso dicasi per i numerosi borghi e piccoli centri della regione, rianimati dopo le restrizioni della pandemia grazie a tavole ospitali e socievoli – per quanto la tendenza sia di restare aperti quasi solo nel fine settimana (bella stagione a parte), talvolta anche nei centri cittadini. Consolante, per il rapporto proficuo tra ristorazione e agricoltura sostenibile, il primato nazionale della regione nel comparto biologico”.

E’ una fotografia che mi trova perfettamente d’accordo ed un trend in grande crescita.

Il premio speciale

Circoletto rosso in Regione per il Premio Selezione Bere Bene che è andato a Controvento di Porto Sant’Elpidio (FM) , grazie soprattutto alla bella carta dei vini perlopiù naturali. Da Controvento, che si trova tra l’altro in una bellissima posizione, alla fine di un lungomare (nord) e all’inizio di un altro (sud), siamo sempre stati molto bene. Soprattutto per il bere. Sul cibo c’è sempre stata una barra abbastanza dritta con un paio di cose di mare facili e immediate, gettonatissime per me raguse e polpette.  

 

Le chiocciole

Scelte abbastanza sicure quelle sulle Chiocciole.

Mi devo ripromettere di tornare quanto prima al Gallo Rosso di Filottrano, dove Gessica e Andrea propongono la grande tradizione del cortile marchigiano, la solidità dei pesci da conserva stabilmente in menù e la vitalità dei loro eventi dedicati alla degustazione dei vini alla cieca.

L’olio nuovo è una buona scusa per tornare da Agra Mater, uno dei nostri posti preferiti e il più gettonato nei mesi estivi, anche per la pizza del fine settimana.

Ophis a Offida e Vino e Cibo a Senigallia rappresentano il massimo per la grande tradizione delle osterie marchigiane, per la terra e per il mare, e questa è una valutazione condivisa anche da altre guide (entrambe con i tre gamberi del Gambero Rosso, ad esempio).

La grande tradizione del nord e sud della regione è rappresentata alla grande da Maria a Fano e da Rita a San Benedetto.

Ci siamo ripromessi una visita all’Osteria del Castello di Arquata del Tronto, per accompagnare un grande pasto con il pecorino che nasce lì.

Osteria del Castello – Arquata del Tronto (AP)
Agra Mater – Colmurano (MC)
Da Maria – Fano (PU)
Gallo Rosso – Filottrano
Ophis – Offida (AP)
Da Rita – San Benedetto del Tronto (AP)
Vino e Cibo – Senigallia (AN)

si ringrazia l’Ufficio Stampa

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