I posti della vita: Locanda Malpassuti, Carbonara Scrivia (AL)

Quanto sono a Tortona mi capita spesso di andare a rilassarmi in questa meravigliosa bomboniera, la Locanda Malpassuti. Un ristorante (e affittacamere) situato sulle prime colline del tortonese, nel centro storico del piccolo borgo di Carbonara Scrivia.

Tutto è sapientemente studiato per farti sentire in un caldo ambiente famigliare.
Passato l’arco che da accesso al piccolo parcheggio privato si entra in questo meraviglioso giardino di piante secolari, sul quale si affaccia un’incantevole veranda che lascia immaginare quanto sia bello cenare in estate in compagnia degli amici (ed è così !!!).

Una graziosa doppia scaletta ci introduce nel ristorante, una casa padronale del ‘700 attentamente ristrutturata e finemente arredata dove colori, mobili d’epoca, soffitti affrescati, camini e dipinti conferiscono una sensazione di calda piacevolezza.

Si viene accolti dalla proprietaria che gentilmente ci fa accomodare nel salottino per un aperitivo, se è gradito: un calice di bollicine per gli habitué oppure un assaggio di Timorasso per chi volesse assaporare uno dei vitigni bianchi più importanti del territorio, accompagnato ovviamente da uno straordinario salame (il famoso Nobile del Giarolo) e dalla focaccia calda, il tipico benvenuto di questo ristorante.

Ci si accomoda poi in una delle salette, una differente dall’altra ma tutte graziose, per iniziare a degustare la cucina vera. La filosofia dello chef Carlo Marenzana è rivolta alla tradizione, una cucina decisamente ispirata al territorio con un’attenta rivisitazione creativa in favore dell’armonia e dell’eleganza. I piatti sono caratterizzati da una costante impronta personale, anche quando l’ispirazione valica i confini regionali, e da una raffinata mise en place. Ecco dunque i cardi gobbi con bagna cauda e briciole di quartirolo serviti su polentina 8 file e il tortino in sfoglia di porcini e patate con la fonduta di Montebore. Non ci si può far mancare un assaggio del piatto bandiera del locale, i tradizionali agnolotti tortonesi di stufato (chiamati Gobein). Si prosegue con l’impeccabile filetto di vitellone in gabbia di sfoglia ai grani di senape e il delizioso coniglio in manto di foie-gras con composta di peperoni dolci.

Interessante la proposta dei formaggi, che abbiamo saltato per poter assaggiare alcuni dei dessert tipici piemontesi: il tradizionale bonet servito con crema all’amaretto e le pere martine alla barbera di Vho con gelato di grappa.

La carta dei vini merita un elogio per la varietà di etichette proposte (circa 300), ma soprattutto per il risalto dato ai produttori della zona. Ampio spazio ai vini piemontesi senza tralasciare però i più importanti nomi del mondo vinicolo italiano e non.

Cordialità… sempre, la cosa veramente bella è che ti rendi conto che non sono sorrisi di compiacenza e convenienza ma sorrisi che dimostrano il piacere di averti tra gli ospiti della locanda.
Unica nota dolente dopo aver pagato il conto (sempre adeguato alla cena): dover lasciare un così bel locale.

http://www.locandamalpassuti.it/

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1 commento

  1. emanuela

    ciao!!! tanto che non ci vado….mi hai fatto venire la voglia!! grazie

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