Pizze, centrifughe e altre storie

A fine estate Gianmarco Pozzecco ha preso una sbandata per i centrifugati. Consigliato dal suo amico Robi riguardo il “robot”, ha preso a centrifugare di tutto. Gli è andata male con le banane, gli è andata male con un liquido rosso pomodoro e cetrioli (imbevibile), tanti altri intrugli gli sono riusciti. Mi chiedo se – a un paio di mesi di distanza – sia ancora lì a centrifugare qualcosa.

Di ritorno dall’estate ci ho provato pure io. Frutta, verdura, tutta salute. Dopo un paio di interminabili sedute al cesso, ho lasciato perdere. E sono tornato a dedicarmi all’ingrassamento scientifico, perché ho deciso che, in questo particolare momento della vita, va bene così. Varese è il mio nuovo approdo, anche enograstronomico. Davide Minazzi mi ha fatto scoprire Venanzio, ma insieme ci siamo sparati pure un paio di michette da Panino Giusto. Gianmarco mi porta invece alla Pizzeria Motta. Lo seguo anche nella pizza: “contestazione” più Brie. Una bomba da tre super golosa, che amo accompagnare con una Bonarda dell’Oltrepò. Non è mica una bestemmia accompagnare la pizza con una Bonarda, un Lambrusco, una Croatina. Anzi. Dopo una vittoria, è cosa buona e giusta. Come si fa a celebrare una vittoria – anche in pizzeria – bevendo acqua minerale? Per me è inconcepibile.

Ci sono poi le storie della giornata di campionato che si avvicina. Più che storie, vi regalo i ricordi vecchi e ricordi dei tempi di vita on the road, le trasferte vissute con pienezza, qualche volta rassegnazione, ma sempre con spirito e voglia di scoprire, con curiosità. A Caserta mi piacevano i pranzi sul bancone dei formaggi del caseificio La Baronia, dalle parti di Capua. A Reggio Emilia ricordo i pranzi da mia nonna, i tortelli di zucca e i cappelletti in brodo e mio zio che doveva sempre avere il suo bicchiere, le sue forchette, i suoi piatti. Eravamo in via Martiri di Belfiore ed eravamo bambini felici. Sassari, la Sardegna, Alghero. Pranzi e cene interminabili. La colazione da Ciro. Il bagno alle Bombarde. E quella volta che, in licenza durante il militare (paracadutista, badate), tornai a Pisa ustionato: 4 giorni di riposo branda e gavettoni da tutti. Infine Siena e quella volta che prendemmo sessanta punti, all’ultima giornata, con Capo d’Orlando: una sbornia colossale, in campo e fuori, e non fui il solo ad alzare il gomito….

1- continua

foto Giulio Ciamillo

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1 commento

  1. eugenio

    assolutamente d’accordo sull’acqua minerale…….la bonarda non era male…….la prossima volta suggerisco un rosato del salento…..conosci il rosa del golfo?………eugenio

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