Una lettera e cinque vini da Daniele Baiesi

Caro Giemme, spero come sempre che questa mia ti trovi in buona salute e di ottimo umore. Qui in Oberfranken le cose vanno come sai, si vince, si perde, ci si emoziona, ci si incazza, ma come sempre si provano a fare le cose come si deve. Quando proprio non ne vuole sapere di girare per il verso giusto, ci si rifugia la’ dove diceva Renton in Trainspotting, quella sana ed onesta (tossico)dipendenza che ti fa dimenticare di bollette da pagare e squadre che non vincono mai.

In attesa di vedere il mare del Conero come ogni estate, ti anticipo gia’ da ora qualche idea magari da provare in terrazza, parlandoti di alcuni rossi, ed abbandonando per un secondo i Riesling mattatori del mondo vinicolo tedesco.

conero

Germania, come ti dissi, e’ infatti normalmente sinonimo di bianchi. Dopo quasi tre anni, tuttavia, ho cominciato ad interessarmi anche di qualcosa che uscisse dai sentieri battuti, decidendo di avventurarmi un po’ in un territorio magari insidioso, ma non privo di sorprese.

WEINGUT ZIERESIEN – BADEN BADEN

TSCHUPPEN 2012

 



Baden Baden, Sud-Ovest della Germania, il seno a Basilea ed il culo in Alsazia, direbbe Guccini. Di ritorno da un viaggio di scouting ho fatto tappa dal signor Ziereisen, facendo incetta di Pinot Noir, qualche Syrah, e soprattutto di mele e cipolle, che l’azienda agricola coltiva.

All’apice della popolarita’ Hans Peter Ziereisen, titolare dell’azienda, dopo i successi delle annate 2003 e 2004 ha cambiato radicalmente la sua idea di Pinot, virando drasticamente da estrazione, concentrazione e corpo, verso un Pinot piu’ fedele a terroir ed identita’. Ne e’ uscito un vino agile, con grande bevibilita’, molto Borgogna-style. Giacobino, lo ha definito qualche esperto del settore, ed usando una fantasia che mi ha sempre fatto difetto arrivo anche a capirne il senso.

Rosso scarico, poca concentrazione, si direbbe annacquato, ma e’ ovviamente frutto delle condizioni climatiche e della vinificazione. La schiena acida invoglia a tracannare l’intera boccia, non stanca mai. Frutta rossa e pepe nero, quasi affumicato, tannino sottile. Vino fresco, versatile, very food friendly. Aperto sotto le feste, ha accompagnato uno stoccafisso all’anconetana che ci ha scaldato il cuore dopo la scoppola rimediata a Madrid. 18 Euro in enoteca.

WEINGUT OEKONOMIERAT-REBHOLZ PFALZ

SPAETBURGUNDER 2012

 



Il Pfalz, Palatinato per noi immigrati, altro non e’ che il prosieguo verso Nord dell’Alsazia. Degustando vini dell’una e dell’altra sponda del Reno, posso capire come mai Francia e Germania si siano scannati per questa regione per secoli…I rossi prodotti qui, a qualche km dagli argini del grande Reno, sono piu’ simili ai Pinot neri dell’Alto Adige, vini con maggiore estrazione e corpo. Il dritto per dritto di cui sopra e’ un ricordo, ma il vino resta comunque piacevole ed equilibrato: caldo, frutta rossa, una nota di legno non invasiva ed una bella vena acida tanto per non saziare. I cotechini cremonesi di coach Trinchieri trovano degnissimo compagno di viaggio. 16 Euro in enoteca.

WEINGUT SPREITZER – RHEINGAU

OESTRICHER DOOSBERG SPAETBURGUNDER TROCKEN

 



Pinot nero della regione Rheingau, rive droite del Grande fiume, a meta’ strada tra Wiesbaden e Bingen. Anche qui uve a piena maturazione, vini beverini con relativa complessita’, ma un bel bouquet di frutta rossa e note minerali. Discreta acidita’ a bilanciare, ha accompagnato un arrosto di vitello alla senape, ma lo vedo bene anche con preparazioni strutturate a base di pesce. 13/15 Euro in enoteca.

WEINGUT FURST – FRANKEN

SPAETBURGUNDER TRADITION

 



Prendiamo la A3 verso Est, da Francoforte direzione Norimberga, a meta’ strada c’e’ Wuerzburg, citta’ che ha dato i natali a Nowitzki. Rasa praticamente al suolo durante la guerra, si coltiva la vite anche lungo le pendici del colle dal quale la Residenz, la settecentesca residenza di Papi e Vescovi, controlla la citta’. Siamo in Franconia, vocata alla produzione dei vini da uve Silvaner cari a Goethe, i bianchi che evidentemente lenivano i dolori del giovane Werther, di cui fa parte anche Bamberg.

Zona, pero’, da cui escono anche pregevoli rossi. Questo pinot nero entry level regala un elegante bouquet di piccoli frutti rossi, ha la nota di nocciola tostata data dal legno che lo rende un po’ ruffiano, ma anche tannino delicato e vivace acidita’ a bilanciare. Un po’ piu’ accessibile ed immediato per noi profani. 14 euro in enoteca.
Titoli di coda: novembre e’ il mese della Bock, la birra col caprone sull’etichetta (bock=caprone, appunto). E’ una lager ad alta gradazione, molto forte (8-9 gradi), immessa sul mercato in autunno, la cui intera produzione viene normalmente polverizzata in poche settimane. Mi dicevano come fosse molto difficile riuscire a portarne a casa piu’ di una specie di limite consentito, ma quest’anno sono riuscito a provarne alcune, ed in stiva ho ancora qualche esemplare con cui smaltire le incazzature post gara. Mi sono stuonato insieme con una vecchia conoscenza di Basket City (Vlado Scepanovic, venuto in visita) una sera alla Mahr’s dissertando di massimi sistemi, ma migliore che ho provato resta, al momento, la Bock affumicata della Schlenkerla, birreria storica nel centro di Bamberg, aperta da quasi 300 anni, meta di pellegrinaggi ogni giorno. Weizen e Marzen affumicate sono un po’ troppo ingombranti per i miei gusti, ma rimangono autentiche specialita’. Un po’ impegnative al caldo delle Marche, ma capirai che qui il sole non compare neanche sulle cartoline.

Salutami il grande Marco Caprari. Un abbraccio,

Baio

caprabaio

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