All’Antica Osteria della Peppina di Alseno

Inutile dirvi che tutti questi viaggi che Veruska ed io affrontiamo verso Cremona si accompagnano a delle soste piuttosto golose. Come spesso accade le dritte giuste arrivano dalla guida di Identità Golose, in questo caso dal pezzo di Carlo Passera. 

Ma non solo. Ne aveva scritto anche Chiara Cavalleris su Dissapore , e proprio Dissapore (e non solo Dissapore…) si augurava per la Peppina la conquista della Stella Michelin. 

Non è arrivata e, fermo restando che noi siamo due golosi tutt’altro che esperti, debbo dire che i due piatti che ho mangiato venerdi scorso sono tra i migliori che ho gustato quest’anno.

A questo aggiungo che la cortesia e la simpatia del Patron Giovanni Arbusti e quella del maitre-sommelier Andrea Forti, tra l’altro un ex giocatore di basket, ci sono proprio piaciute. E non sono così scontate, tra l’altro. 

Sulla strada che da Fidenza ci portava a Fiorenzuola abbiamo trovato un posto molto curato, ben diretto, in cui lo Chef Jacopo Malpeli dona contemporaneità alla tradizione. 

Ci siamo fermati a due portate più un dolce diviso in due senza optare per uno dei tre menù (c’è una proposta di mare che apre le danze a 45 euro, mica male), ma ci siamo goduti tutte le coccole, dal benvenuto al pre dessert.

Circoletto rosso su pane e grissini: davvero eccellenti.

Abbiamo bevuto un meraviglioso rosso quotidiano de La Stoppa, il Trebbiolo. 

UN SEGRETO BEN CUSTODITO

L’Antica Osteria della Peppina, aperto dalla signora Peppina, bisnonna del patron, a fine ‘800, è un posto caldo, che mixa calore, rigore e qualche extravaganza come dei maialini giocattoli appoggiati random tra i ripiani.

Veruska ha mangiato il prosciutto Crudo di Parma stagionato 36 mesi nella loro cantina, accompagnato da un croissant di farro e miele che era un’autentica bomba atomica. 

Poi si è dedicata agli anolini in brodo.

Per me la Zucca, ovvero zucca caramellata, crema di zucca alla torba con salsa al burro bianco, caffè e mandorle amare.

Una roba da cinema.

Poi lo Spaghettone, ovvero spaghetti ai grani antichi trafilati in casa, ristretto di caciucco leggermente affumicato, polvere di cipolla bruciata. Un concentrato di gusti che hanno mandato in visibilio le mie papille gustative.

Gran finale con la zuppa inglese, il mio dolce preferito. Qui è nella sua versione classica, dall’elevatissimo tenore alcolico con l’ alkermes naturale dell’ Officina Profumo di Santa Maria Novella a Firenze. Una roba da urlo, ma da farci subito l’alcool test prima di rimettersi in macchina.

 Una sosta assolutamente consigliata. 

Antica Osteria della Peppina

Via Roma 275, Alseno (PC)

Tel.: 0523 1905390 | Chiuso il Lunedì

FOTO COVER DI IDENTITA’ GOLOSE

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