Reportage: Raffaele Vitali al Blob Caffè e Ristorante di Offida

Fino a due anni fa, al posto del ristorante c’era una grande terrazza. Il Blob Caffè & Ristorante era ancora solo il bar di riferimento di Santa Maria Goretti, piccola frazione di Offida, antico comune gioiello che domina una delle colline più ricche dal punto di vista enologico lungo il crinale dei Piceni in provincia di Ascoli, nel sud delle Marche.

Poi, a volte accade, la terza generazione fa cambiare marcia alla famiglia che da cinquant’anni gestisce il Caffè. Un importante investimento e la terrazza che confina con il bar in via Togliatti diventa un ristorante, elegante, con travi di legno bianco, lampadari moderni, sedie scure e una cantinetta ricavata sotto la cucina che si sta riempiendo passo dopo passo. Senza fretta, perché con il vino ci si può anche fare male. La linea è chiara: i migliori vini, ma locali. Tavoli singoli di partenza, ma la sala è modulabile e così in un attimo ecco la tavolata da 18 persone. 

Il valore aggiunto, lo si capirà piatto dopo piatto, è il giovane chef: Gianmarco Di Girolami. È lui a guidare una squadra giovane, anche in sala, a cui ha spiegato una cosa molto semplice: ogni piatto va spiegato, rapidamente ma con precisione per far comprendere al cliente cosa sta per mangiare, essendo i piatti dei piccoli quadri che nascondono sorprese in ogni centimetro.

Il menu è ricco, viene cambiato ogni tre mesi, antipasti, sei primi, sei secondi e dolci ricercati tra le possibilità. Dopo l’entrée con due olive all’ascolana, rigorosamente fatte a mano, partiamo da un lingottino di bollito con spuma di topinambur e aceto balsamico. L’impatto con il palato è ottimo, magari poteva essere leggermente più caldo ma nel piatto non resta nulla.

Lo stupore coglie tutti con il secondo antipasto, un ‘finto’ magnum ripieno di cime di rapa e ricoperto di salsa di alici. Si mangia con le mani, prendendo lo stesso oppure, per i più raffinati, forchetta e coltello. Il tutto sorseggiando una buona passerina spumantizzata.

Il viaggio nel mondo dello chef prosegue con un baccalà, servito con la sua pelle leggermente croccante, ricoperto di cipolla caramellata posizionato su una crema di patata viola affumicata. La dolcezza della cipolla si sposa bene con il sapore del baccalà, lavorato a lungo e quindi non dominante con il suo profumo. L’ultima tappa è scenicamente la più bella. E si sa che l’occhio vuole la sua parte. Sembrerebbe un uovo e invece è un cestino fatto con il pecorino pieno di uovo sopra del guanciale appena saltato e il tutto spolverato con del tartufo bianco.

Al momento del primo arriva uno dei must del locale: il tortello al gorgonzola con crema di zucca alla griglia. Il punto a favore? Non ne mette tre nel piatto, c’è modo di mangiarli e quindi gustarli, ma è un gusto forte quindi deve piacere il gorgonzola. 

È questo che emerge durante il pasto, la cucina strizza l’occhio ai grandi ristoranti che ambiscono ai premi più nobili, ma senza perdere il contatto con la realtà di provincia. Due i secondi: coscette di quaglia, morbide e ben rosolate, e verza seguite da un filetto di maiale con crema di lenticchie di Castelluccio con briciole di cotenna. Un piatto complesso, frutto di una cottura sottovuoto a 65 gradi che lascia la carne morbidissima e con il suo bel colore rosa.

Infine il gran finale. La cucina deve stupire e quando davanti agli occhi arriva il dolce, tutti a tavola commentano con uno spontaneoe cos’è?’. Ma è una domanda carica di desiderio, perché oltre all’armonia dei colori arriva quella in bocca data dal finto uovo con cioccolato bianco, cuore di arancia e frutta della passione. Che solo per la nostra serata ha un’aggiunta in più: olive caramellate preparate da un amico cuoco dello chef.

Ecco il mondo del Blob Caffè & Restaurant, il piccolo angolo lungo la strada, che con i piatti batte la posizione, comoda per il parcheggio che ha di fronte, ma non scenica. Anche se poi, uscendo in pochi minuti si può passeggiare nella piazza di Offida. Otto dipendenti ben organizzati e una scelta precisa: far tornare i clienti. Qualità, ma anche prezzo che è, considerando ingredienti ed elaborazione, vincente: c’è il menu da 32 euro bevande escluse:un paio di antipasti, primo e secondo. Poi c’è la carta con primi da 8 euro e secondi da 12, antipasti tutti entro i 5. Meno margini di guadagno, forse, ma anche la consapevolezza che due anni di vita sono pochi per sentirsi già grandi, che il cliente va educato agli abbinamenti, alla quantità, alla bellezza.

I vini: Passerina spumantizzata di “Tenuta La Riserva “

Passerina e Rosso Piceno Superiore di “Tenuta Santori”

Raffaele Vitali

Direttore http://www.laprovinciadifermo.com

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