Ripatransone è uno di quei borghi che dall’alto delle Marche guardano il mare senza fretta di raggiungerlo. Ci siamo stati ieri sera per cena da Baldo, aperto da pochi mesi, e la location è già metà del racconto: siamo nello storico Palazzo del Podestà, si entra dai portici, si cena in terrazza e, se vi capita una serata ventosa come ieri, ci si accomoda in sala con tutte le premure del caso di un personale giovane, gentile e competente.




Menù fisso con cinque piatti a 45 euro, la formula è coraggiosa e fa capire dove vuole andare la cucina: piccole portate con prodotti e produttori del territorio, partendo da un benvenuto generoso: focaccia, pane, olio, e poi formaggio per me, lonza per gli altri al tavolo. Da lì il percorso si apre, si guarda alla terra con fico caramellato con caprino nocciole e lardo di Scibè, la Tartare di carne tagliata grossolanamente per ricreare la consistenza del pesce con cipolla rossa, salsa alle acciughe e crema di polvere di alloro, una gran bella ceviche in versione carnivora, gli spaghetti Mancini e pomodoro scomposto, agnello in versione spiedino con pomodori arrostiti per il contorno e in chiusura una fetta di torta di nocciole con zabaione al Marsala.







Occhio perché i piatti non sono quelli classici del territorio, ma interpretati con estro, dosando acidità e consistenze, le porzioni sono corrette per un menù di fascia prezzo molto accattivante.
Nei piatti riconosce la mano di chi sicuramente ha girato un po’: dietro ai fornelli c’è Andrea Patrizi, in sala Denise Marini è preparatissima e puntuale in ogni spiegazione.
La carta dei vini è stretta ma disegnata con criterio.
Abbiamo pescato bene, andando nel maceratese per il bianco e per il rosso, e restando nel territorio di Ripatransone per le bollicine di apertura serata. Il bianco Fortuna di Tiberi, l’azienda che fa il vino cotto Occhio di Gallo di Loro Piceno, lo abbiamo trovato strepitoso. Bella beva e bel carattere.



L’unica nota, detta con simpatia: ieri le portate erano preparate con il parametro delle prenotazioni, e noi avremmo fatto il bis di almeno un paio di piatti allungando la nostra già interminabile e bella serata a tavola. È il solo consiglio che mi permetto di dare a un altro splendido locale che nobilita l’entroterra delle Marche. Da Baldo c’è la strada spianata per fare molto bene così come sta accadendo a bellissimi progetti come Dom a Montedinove, Vin’s a Monterubbiano, Da Amalia a Altidona, Osteria Ime a Tolentino per dire di alcuni posti in cui siamo stati benissimo recentemente.
Le foto sono di Jacopo

