Cosa c’è da sapere sul D.One di Montepagano

Ho chiesto al mio Amico Luca Maggitti di regalarci qualche riga sul D.One, il ristorante di Montepagano, la più antica frazione di Roseto degli Abruzzi, che da qualche giorno si può fregiare della prestigiosa stella Michelin.

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E chi se non Luca, l’unica persona capace di rendere “una sola cosa” una città, un sito (il suo www.roseto.com) e una cittadina, Roseto appunto.
Se dici Roseto, pensi a Maggitti.

E se oggi dici Montepagano non pensi più solo a Gianluca Ginoble, il cantante de Il Volo che da Montepagano è partito per conquistare il mondo, ma anche a questo
ristorante diffuso nato dall’incontro tra una imprenditrice di successo come Nuccia De Angelis e un salentino di grande talento, lo Chef Davide Pezzuto formatosi prima da Heinz Beck alla Pergola, poi al Cafè les Pailottes di Pescara (che ha confermato la stella, tra l’altro).

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Mancava la provincia di Teramo tra gli stellati ed oggi questa casella viene riempita dal D.One diretto dal salentino clase 1980, lungimirante nello scommettere sul borgo medievale e nelle idee dell’imprenditrice rosetana Nuccia De Angelis.

“Dedico questa stella alla gente di Montepagano, Roseto e della provincia di Teramo – ha detto Pezzutto – perchè è gente forte e accogliente, che mi ha fatto sentire subito come se fossi a casa mia. Questo popolo, nel solo ultimo anno ha subito tante volte i colpi della natura con terremoti, nevicate eccezionali e quant’altro, ma ha sempre avuto la forza di rialzarsi. Abbiamo aperto alla fine del 2015 e non pensavo di arrivare in meno di due anni alla stella Michelin”.

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la vista sul mare

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la vista sulle montagne

Nuccia De Angelis attorno al D.one sta costruendo l’albergo diffuso, e ci sono delle camere in cui si può dormire sotto i 100 euro “perchè siamo determinati a creare un posto di grande qualità in un piccolo borgo spopolato che vogliamo far rinascere”.

Una cosa che in Abruzzo hanno provato a fare con un progetto di ospitalità anche a Santo Stefano di Sessannio, ufficialmente 112 abitanti in provincia de L’Aquila, un borgo in cui restitono le scritte dedicate agli Alleati e a Badoglio, e in cui resiste ai terremoti anche l’albergo diffuso creato dall’imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren.

Quello di Montepagano è il primo ristorante diffuso in Italia, almeno per quanto ne sappiamo qui su Basketkitchen.

Infatti si può scegliere di cenare nel nucleo principale, oppure fare una verticale di vino con degli assaggi nella cantinetta con gli amici, ma c’è anche la romanticissima saletta solo per due, o il priveè per stare con gli amici o i colleghi.

2-camino

Inserisci una didascalia

2-cantina

il privèe

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la sala principale

b (1)

solo per due

Al D.One si può prenotare anche su The Fork (fatto) e ci si può preparare all’esperienza navigando un sito fatto benissimo.

Cosa si mangia: tanto pesce, parecchi cavalli di battaglia (uno su tutti: Uovo della nostra Gallina Nera al tartufo bianco, miglio e pastinaca) e divertenti rivistazioni degli anni ’80 (Pennette alla vodka, uova di trota, parmigiano e limone ci ispirano molto), ma anche la pecora (rognonata alla brace su pepita di liquirizia atriana purissima, mele cotogne e rape rosse reidratate) e la papera (petto scottato, cavolo nero e prugne).

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I menù degustazione sono tre (60, 75 e 90 rispettivamente con 5, 7 e 9 portate scelte dallo Chef), oltre alle proposte alla carta.

Che dite, si parte?

LUCA MAGGITTI

GIANMARIA VACIRCA

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