L’Ortiga non tradisce mai

Dopo tanto tempo sono andato all’Ortiga, un baluardo autentico della vecchia Milano, dove la pizza al trancio è ancora poesia. L’Ortica (Ortiga in milanese) è un quartiere periferico sempre vitale: a inizio 2011, su iniziativa di Mauro Lattuada, è stato il primo a dotarsi di wi-fi gratuita. Nella via omonima, lunga circa 300 metri, troviamo l’omonima pizzeria di cui vi parliamo, una strepitosa pasticceria siciliana, un vecchio ristorante figlio della tradizione milanese (Il Gatto Nero) e un moderno birrificio sempre affollatissimo, il Giardino della Birra. La pizza dell’Ortiga, rigorosamente al trancio, resta la migliore della città. Provate il trancio con le cipolle, senza la mozzarella. Gustosa, soffice e leggera con la crosta croccante. Il trancio è molto abbondante, soprattutto se confrontato con i “tagli” della concorrenza: se non vi bastasse c’è sempre l’opzione “super”. Abbiamo mangiato un trancio alla cipolla e uno con le acciughe, anticipati da acciughe di Sciacca e involtini di melanzane. Avremmo chiuso volentieri la serata con una fetta di cassata alla pasticceria Eoliana, ma era troppo tardi. Mi sono accontentato di un gelato di Grom, divorato a cinque gradi sottozero.

Il grande Enzo Jannacci ha ispirato al quartiere Ortiga uno dei suoi pezzi piu’ celebri, che vogliamo riproporvi qui, perchè ci piace molto…

FACEVA IL PALO (versione 1972)

(Parlato) Faceva il palo nella banda dell’Ortica, ma era sguercio, non ci vedeva quasi più, ed è stato così che li hanno presi senza fatica, come dire, li hanno presi tutti, quasi tutti, tutti fuori che lui.
(cantato) Lui era fisso che scrutava nella notte,
quand gh’è passa’ davanti a lu un carabinier
insomma un ghisa, tri cariba e un metronotte:
nanca una piega lu la fa, nanca un plisse’.
Faceva il palo nella banda dell’Ortica,
faceva il palo perché l’era il so mesté.
(parlato) Così precisi come quelli della Mascherpa sono rimasti lì i suoi amici a veder i carabinieri, han detto “Ma come, brutta lugia vaca porca, il nostro palo, bruta bestia, ma dov’è ??”
(cantato) Lui era fisso che scrutava nella notte,
l’ha vist na gota, ma in cumpens l’ha sentu nient,
perché vederci non vedeva un autobotte,
però sentirci ghe sentiva un acident.
Faceva il palo nella banda dell’Ortica,
faceva il palo con passione e sentiment.
Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
li han mena’ via che era già mort quasi mesdì,
lui sempre fisso che scrutava nella notte
perché ci vedeva i stess de not cume del dì.
(parlato) Ed è lì ancora come un palo nella via, la gente passa, gli dà cento lire e poi, poi se ne va…lui circospetto guarda in giro e mette via, ma poi borbotta perché ormai l’è un po’ arrabbià.
(cantato) Ed è arrabbiato con la banda dell’Ortica,
perché lui dice: “Non si fa così a rubar !!
(parlato) Dice “Ma come, a me mi lascian qui di fuori, e loro, e loro sa il Signur quand’è che vengon su…e poi il bottino me lo portano su a cento lire, un po’ per volta: a far così non finiamo più!!!  No, no, quest chi l’è proprio un laurà de ciula, io sono un palo, non un bamba, non ci sto più: io vengo via da questa banda di pistola, mi metto in proprio, così non ci penso più.
(cantato)Faceva il palo nella banda dell’Ortica,
faceva il palo perché l’era il so mesté,
Faceva il palo nella banda dell’Ortica,
faceva il palo, il palo, perché l’era, perché l’era il so mesté…

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2 commenti

  1. mariella

    Perfetto ….ad ottobre sarò a milano sicuramente assagerò un pezzo di pizza e poi farò il confronto con la pasticceria siciliana ciaoooo

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